NUTRIRE

Di solito, le “situazioni” che si auto-definiscono “spirituali” sono perlopiù stagnanti, piene di buoni concetti e propositi… sterili, insomma.

Lavorare su se stessi, a mio avviso, significa nutrirsi di ciò di cui si ha Veramente bisogno, come individui-coscienza, e smetterla di credere che esempi (propri o altrui) di “distacco e indipendenza”, pieni di saggi consigli, rappresentino davvero uno stato di maturità interiore.

Piuttosto meglio denudarsi per bene, guardarsi allo specchio, consapevolizzare ciò che è carente, e cominciare a chiederlo al Se Stesso, offrendo di Cuore agli altri (le altre parti di Sé) ciò che invece si ha, e di cui loro hanno bisogno.

Riuscire ad accettare e a dare (da parte “propria” o “altrui”) ciò di cui si necessita è già di per sé lavorare su se stessi, secondo me… non serve altro.

Dio ci mostra costantemente attraverso il mondo (senza troppe interpretazioni) ciò di cui la Mente ha bisogno, per giungere alla Sua Propria Completezza. (Unità)

Ci mostra costantemente situazioni in cui c’è carenza di qualcosa che noi abbiamo e che possiamo dare (senza peraltro pericolo che ci venga tolto), e ci mostra anche costantemente il nostro lato “avaro” mettendoci di fronte persone che non ci danno ciò di cui avremo bisogno noi stessi.

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