Primi pacchetti di informazioni condivisibili (nel dormiveglia) del 2014, messi in parole.

Il Vuoto esaudisce qualsiasi desiderio.

Si è sempre in comunicazione con il Vuoto consapevole, ma il giudizio (ignoranza sulla natura della Realtà) impedisce che esso possa nutrire i nostri Veri bisogni, così che vengano esauditi quelli falsi.

L’umiltà, che da sempre è considerata la più grande risorsa spirituale, non è altro che una presa di coscienza che la mente e il corpo sono subordinati al Vuoto consapevole, e che solo in stretto contatto con Esso possono stare in Salute e maturare nel migliore dei modi possibili.

Umiltà è già Quel Vuoto.

Quando si prega in Umiltà (quindi non c’è chi prega, ci si sta e basta) i miracoli accadono, altrimenti il giudizio entra in conflitto con la vibrazione originale dell’autentico desiderio, la distorce e ne inficia la qualità, cosicché al Vuoto non arriva nulla, oppure arriva in una forma confusa e conflittuale, ed è in tale forma che verrà realizzata la preghiera.

Oppure arriva un “monitor” 🙂 …parola che guarda caso somiglia tanto a “monito” (“richiamo al dovere e alle proprie responsabilità”, da dizionario)

Il maestro, inteso come persona fisica, è il monito(r), un’interfaccia che riflette esattamente il rapporto che c’è tra te, come parte cosciente, e il Vuoto (quantico), cioè ciò che Tu Sei Realmente.

E’ un trasduttore, quel corpo, che ti comunica in termini (più o meno) comprensibili quello che sta accadendo a quel livello.

Ovviamente non lo fa apposta, né per dovere, né per nessuna ragione, e senza la minima interferenza “personale” (dato che “lì” il filtro del giudizio non c’è più).

Se con un maestro ti mettessi, con apertura e senza scopo egoico, a pensare alle patate, il maestro comincerà a parlare di patate (che c’è di spirituale nelle patate?).

Questo perché egli è una semplice interfaccia di traduzione che manifesta senza interferenze quello che sta succedendo a quel livello (in relazione con lo spazio-tempo), spontaneamente, senza nessun filtro… uno specchio riflettente ciò che sta succedendo tra te e il Vuoto consapevole, senza nessuno scopo, ed è proprio per questo che da un maestro si può disporre della massima sincerità riguardo alla conoscenza di quel tipo di comunicazione.

Un’amica mi raccontava come il maestro che frequentava cambiasse gusti a seconda di con chi fosse a tavola… non lo faceva apposta… il Vuoto (la sua mente vuota) si adattava a ciò che aveva di fronte (nei limiti biologici della forma).

Cos’è quindi la devozione al maestro? Perché è ritenuta importante?

Molti pensano che sia come una sorta di “ammirazione condita di consapevole inferiorità”, un atteggiamento di “adorazione umiliante” (chi adora il maestro come persona sta adorando un monitor).

Si tratta invece di un semplice STRUMENTO per la mente (stupida), la devozione, che in virtù di un senso di una (insensata) subordinazione verso chi è portavoce di un certo stato di coscienza, infonde in se stessa un’apertura che mette fuori uso l’arroganza, affinché, attraverso l’annullamento delle INTERFERENZE egoiche, un’intenzione/desiderio/bisogno/messaggio, arrivi al Vuoto nella forma più integra possibile.

In questo senso la devozione al maestro è utile, perché senza di essa la mente non riuscirebbe ad aprirsi (ha bisogno di un’immagine di riferimento alla quale subordinarsi), ma quel Vuoto Sei Tu Stesso, e favorire questa comprensione è l’UNICA funzione utile che un maestro può avere….cioè la Liberazione da “lui”…e da “te”.

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