RIFLESSIONI SUL TEMPO

Cos’è “tempo”?
Ci si può rendere facilmente conto che quello che chiamiamo “passato” e “futuro” vengono percepiti sempre nel “presente”, cioè adesso, che quindi passato e futuro non sono mai accaduti “prima”.
Cosa determina quindi il presente? La Presenza, ovviamente, ovvero la testimonianza inscindibile dal percepire stesso (qualsiasi siano le modalità e/o gli “oggetti” della percezione).
La presenza della percezione è il presente, un “auto-testimonianza” che la percezione ha di sé stessa.
Quello che chiamiamo tempo è mutamento, percepito sempre nel presente (Presenza), che per essere (tale) ha bisogno di un’immagine mentale di ciò che è accaduto prima (fosse anche un decimo di secondo prima) rispetto a ciò che i sensi percepiscono, altrimenti il “tempo” non è possibile!
Per percepire il tempo dobbiamo necessariamente identificare il percepito dai sensi con un’immagine mentale dello stesso, che diciamo appartenere al passato, immagine che di fatto, però, è presente sempre Adesso.
Non è possibile, quindi, percepire mutamento senza memoria/immaginazione, perché ciò che è percepito dai sensi deve essere necessariamente confrontato con ciò che appartiene alla sfera mentale (immaginativa), quindi il tempo (mutamento di percezioni) è un processo mentale, di natura concettuale, impossibile senza l’ausilio dell’immaginazione.
E se passato (immaginazione) e presente (sensi) accadono in contemporanea, significa che sono inscindibili, cioè che non potrebbe esistere una percezione (del presente) senza il passato, ma anche viceversa, e che quindi, di fatto, passato-presente (ed, eventualmente, futuro) sono parti di un unico processo percettivo, inscindibili ai fini della percezione, e che, quindi, non esiste oggetto che non sia anche la memoria/immaginazione dello stesso, quindi l’oggetto è ciò che si immagina di esso, o meglio, è esso stesso immaginazione (del Vuoto-Adesso-Presenza) che si esprime come percezione.
Le cose che crediamo di conoscere da tempo non le abbiamo, in verità, mai viste prima di Ora, ma crediamo che ci sia una qualche sorta di continuità tra tante “versioni” dello stesso oggetto, mentre c’è un solo l’oggetto, composto di tutte le sue “versioni” immaginate… Adesso.
Quindi si deduce che la percezione è tempo, ed essa accade solo nel presente, nell’Adesso, quindi: il tempo è senza-tempo!
Si sente affermare spesso il bisogno di vivere “qui ed ora”, ma è un’affermazione sensa significato, perché come si potrebbe non vivere nel “qui ed ora”?
Qualcuno può dire di non star vivendo qui ed ora, o può sostenere di essere mai stato da qualche altra parte che “qui ed ora”?
Son solo concetti!
Che la si chiami passato, presente o futuro, la percezione non si è mai mossa da “qui ed ora”, quindi mai iniziata, e mai finirà… essa non può che essere Eterna.
Questa “conclusione” fa collassare ogni credenza sull’essere nati, come entità percettive (o percepite), se non Adesso.

  2 comments for “RIFLESSIONI SUL TEMPO

  1. Giorgio Peri
    19 aprile 2017 at 8:46

    Un istante di eternità: intensità dell’attimo estatico – qualunque sia la sua durata crono logica. E’ questa intensità che lo fa apparire, a chi lo vive, uno squarcio della verità, della certezza assoluta. (Fachinelli)

    Sono il tempo e lo spazio ad esistere in te, e non tu in essi. (Nisargadatta Maharaj)

    L’universo non ha tempo: il tempo siamo noi. (Rovelli)

    Neppure l’eternità può essere eterna visto che il tempo non esiste.
    Il pensiero ha imbrigliato la mente nella rete del tempo.

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